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Il calo ponderale (perdita di peso)

Il calo ponderale è la normale perdita di peso che si verifica nei primi giorni di vita del piccolo. Questa perdita di peso è fisiologica, naturale quindi, e non deve comportare nessun allarme.

La perdita di peso del neonato va dal 5% al 10% del suo peso alla nascita, quindi tanto più paffuto era tanto più peso è probabile che perda. Un neonato di tre chili, quindi può arrivare a perdere 300 grammi (che sono tanti se ci si pensa!).

Nei giorni successivi, entro quindi un paio di settimane, il peso viene recuperato e il bambino ritorna al valore della nascita.

Perché c'è questo calo ponderale?

Il primo motivo è laperdita di liquidi, perdita che non viene reintegrata subito perché non c'è più il cordone ombelicale a fornire nutrimento.

Poi il bambino deve cominciare a vivere indipendentemente dal grembo materno, iniziare ad attivare il sistema di termoregolazione, muoversi, ecc.

Il latte materno, poi, (chiamato colostro nei primi momenti) non è ancora abbondante e ricco, lo diventerà infatti dopo la montata lattea.

E' una razione esagerata che il nostro organismo nei confronti di sostanze che non necessariamente sono nocive.

Queste sostanze sono definite allergeni, cioè in gradi di scatenare una allergia. Ci sono quindi allergie da polline, allergie da detersivi, allergie da fragole, eccetera.

Il nostro organismo, quindi vede entrare questi allergeni, produce delle sostenze chiamate immunoglobuline E (IgE). Queste immunoglobuline, dette anche reagine, si accumulano, fiono a raggiungere una quantità tale che la presenza dell'allergene fa scattare la reazione.

Questo è il fenomeno della sensibilizzazione allergica.

L'allergia produce, durante l'attacco allergico, fenomeni diversi: vomito o diarrea (per le allergia a cibi particolari), irritazioni agli occhi ed al naso (rinite) se si è sensibili al polline (ad esempio delle graminacee). Anche gli acari sono allergeni e per chi ne è sensibile, l'allergia si manifesta con bronchiti, tosse d anche attacchi d'asma.

Il rischio di soffrire di allergia aumenta in rapporto alle forme allergiche del padre e della madre (o della famiglia in genere). Ha quindi caratteri di ereditarietà.

I cibi e la dieta per gli allergici

Durante lo svezzamento,proprio per scoprire eventuali forme allergiche nei bambini molto piccoli, si introducono cibi nuovi distanziati nel tempo, in modo da poter velocemente individuare velocemente cibi che risultano allergeni per il piccolo.

La prima pappa, quindi, sarà sempre composta dagli alimenti meno allergenizzanti possibile, quindi:

  • carote, patate e lattura per preparare i brodini, base delle pappe
  • crema di riso o di tapioca
  • agnello, coniglio e tacchino
  • olio extravergine di oliva o di mais
  • mela e pera

Il latte ed i latticini sono esclusi, normalmente fino al primo anno, perché sono spesso causa di reazioni più o meno importanti. Dopo il latte materno esiste il latte di proseguimento che è studiato apposta per essere ipoallergenico.

Da evitare per il primo anno ci sono quindi:

  • latte vaccino e derivati (formaggio, ricotta, ...)
  • uova, in particolare l'albume
  • pesce, in particolare i crostacei
  • fragole, pomodori

Il pediatra comunque spiegherà quali cibi, come e quando introdurli, e va ovviamente consultato quando si manifestano delle reazioni.

Predisposizione

Le regole che seguono vanno bene per qualsiasi casa dove ci sia un piccolo, ma in particolare per quelli che hanno una predisposizione familiare alle allergie:

  • non fimare mai in casa
  • tenere pulita dalla polvere la cameretta evitando di introdurvi troppi giochi che rpoducono polvere (come i pelouche)
  • evitare animali domestici in casa
  • allattarlo al seno per più tempo possibile ed evitare di consumare quantità eccessive di latticini, uova e pesce durante l'allattamento; potrebbe anche essere necessario eliminare alcuni di questi alimenti dalla dieta della mamma